Vediamo adesso quali sono i principali tipi di intonaco utilizzati in edilizia: intonaco a base di calce, ai minerali, a base di gesso, premiscelato e tradizionale. Come si vede le classificazioni avvengono in base al materiale che lo compone oppure in base al tipo di preparazione, inoltre si possono suddividere per interni ed esterni.
L’intonaco è un rivestimento con funzione protettiva e decorativa e viene applicato con uno spessore variabile da pochi millimetri a qualche centimetro allo scopo di livellare ed uniformare le superfici murarie. La diffusione di questo tipo di rivestimento è dovuta al costo limitato, alla sua rapidità di preparazione e alla facilità di messa in opera.
L’intonaco ha subito notevoli variazioni di composizione e di funzione nel tempo, per decenni si sono usate le cosiddette malte “bastarde” (miscela di calce, cemento e sabbia) mentre negli ultimi anni si sono usati spesso gli intonaci premiscelati.
La malta, utilizzata per preparare gli intonaci è la miscelazione di acqua con un legante minerale ed un inerte che sono gli elementi costitutivi dell’intonaco e che lo caratterizzano.

 





Intonaco a base di calce
L’intonaco a base di calce è il prodotto più utilizzato, anche se nella fine degli secolo scorso fu abbandonato favorendo quello a base cementizia, con ciò facendo perdere anche le tecniche di finitura a calce. Ma negli ultimi anni si sta avendo una riscoperta della calce e questo grazie alle sue qualità di durabilità, compatibilità, benessere abitativo. Questo tipo di intonaco si distingue in base al legante usato, dove l`unico legante è la calce, aerea e/o idraulica, inoltre può essere costituito da una o più stesure, sulle murature tradizionali, come pietra, mattone o misti (mattone e pietra) si applicano, preferibilmente a mano, tre strati, rinzaffo, ariccio e finitura. Tra le aziende produttrici più note abbiamo la Calcidrata S.P.A..

Intonaco premiscelato
Gli intonaci “Premiscelati“ sono prodotti su impianti che riescono a garantire una granulometria uniforme e continua delle sabbie e gli inerti hanno sempre la stessa provenienza, con dosaggi eseguiti da macchine quindi sempre uguali, inoltre i leganti sono scelti in base alle caratteristiche che si desidera dare all`intonaco. Quindi si ottengono dei prodotti sempre uguali e con la possibilità di inserire additivi per migliorarne le qualità. A differenza di un intonaco tradizionale prodotto in cantiere.

Intonaco deumidificante
L’umidità, di risalita o capillare, di condensa, ma anche dovuta ad infiltrazione o intrinseca al muro o all’intonaco è uno dei principali problemi delle murature e degli intonaci. Le aziende, quindi, hanno sviluppato una serie di prodotti per combattere questo problema, dando vita a deumidificanti. In genere l’intonaco deumidificante funziona in quanto aumenta la superficie di evaporazione e quindi aumenta la velocità di eliminazione dell’acqua presente, proprietà che uno tradizionale non presenta, anzi in genere trattiene l’umidità non consentendone l’evaporazione con conseguente accumulo di acqua e di sali igroscopici che ne aumenta il termini di degrado. Un esempio di azienda produttrice di additivi per intonaci deumidificanti e la Mursan srl.

Intonaco ai minerali

Sempre più spesso viene utilizzato per il rivestimento esterno ed in genere, i minerali utilizzati sono i silicati e i silossani, sia tradizionale che premiscelato, da collocare manualmente o con l’uso delle macchine intonacatrici. Questo successo si deve alle qualità del prodotto: ha un notevole potere di copertura e riesce a mascherare bene eventuali difetti della muratura sottostante, notevoli doti di idrorepellenza e resistenza agli agenti atmosferici esterni, inoltre è molto permeabile al vapore acqueo e quindi più difficile che sia attaccato dall’umidità. In questa pagina forniremo consigli per la scelta di un rivestimento, parleremo delle qualità e dei difetti di un rivestimento a base minerale.

Intonaco in gesso

Per il rivestimento delle pareti interne viene spesso usato l’intonaco a base di gesso, costituito da gesso come legante; può essere sia premiscelato che di tipo tradizionale e applicato a mano o meccanicamente. Possono essere costruiti rivestimenti interamente a base di gesso, dove i tre strati dell’intonaco sono tutti a base di gesso, oppure si possono realizzare il fratazzo e l’arriccio con altri materiali e l’ultimo strato di finitura in gesso, in questo modo si ottiene una superficie perfettamente liscia, come un altro tipo di intonaco non riesce a fornire. L’ultimo strato di finitura realizzato in gesso viene anche chiamato “tonachina”. Esiste l’intonaco a gesso scagliola, una tecnica molto antica ritornata di moda per le sue caratteristiche e qualità.

Isolamento a cappotto

Un particolare tipologia di rivestimento esterno delle murature è il cosiddetto isolamento termico a cappotto degli edifici, cioè un isolamento delle pareti esterne realizzato con un rivestimento che elimini o diminuisca i ponti termici che si creano nelle tompagnature esterne. Si esegue attraverso l’applicazione di pannelli termo isolanti e successivamente intonacato, tutto senza soluzione di continuità proprio per l’eliminazione dei ponti termici. E’ importante che tutti i materiali di un sistema a cappotto devono essere reciprocamente compatibili. Col rischio di un insuccesso. Per saperne di più possiamo vedere la seguente pagina relativa. Il “Cappotto”, e più precisamente denominato “isolamento termico dall’esterno, per pareti verticali,con isolante”, è il sistema più utilizzato in Europa per la coibentazione degli edifici.