In base all’Art.1, comma 345 della legge finanziaria 2007 aggiornato al 24 gennaio 2012, è possibile usufruire ancora delle detrazioni fiscali se vengono sostituiti gli infissi esterni ed è pari al 55% della spesa. Con il decreto Monti (DLgs 201/2011) è stato invece introdotto a regime la detrazione Irpef del 36% per lavori edili su un immobile esistente, compresa la sostituzione di infissi.
Nel seguito tratteremo le due possibilità e si valuterà quale può essere più conveniente decidere di usufruire. In entrambi i casi è un notevole risparmio che si può ottenere su questa tipologia di lavori, rendendo conveniente la sostituzione totale degli infissi ottenendo, nel contempo, anche un risparmio sia energetico che economico sulla bolletta futura.

 





Detrazione del 55 per sostituzione infissi
I requisiti fondamentali vengono forniti dall’ENEA e li possiamo riassumere in: l’immobile deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e con ICI ( o IMU) pagata, se dovuta; se il fabbricato si demolisce, è ammessa a detrazione la sola “fedele ricostruzione”, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente. Di conseguenza, la successiva ricostruzione non può prevedere ampliamenti. Inoltre in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, la detrazione compete solo per i costi sulla parte esistente. L’intervento deve essere relativo alla sola sostituzione di elementi già esistenti (e non come nuova installazione).
Gli interventi che possono usufruire dell’agevolazione sono sia sostituzione completa, sia scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro).
L’utente deve conservare la seguente documentazione: l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato, nella quale deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi oppure, in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti; inoltre un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi che può essere riportato all’interno della certificazione del produttore o in autocertificazione del produttore.

Cosa conservare I documenti da conservare da parte dell’utente sono: l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato con indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi e il rispetto del valore limite. In sostituzione si può avere, e quindi conservare, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.
Inoltre: un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi che può essere riportato anche in un’autocertificazione del produttore. Non dimentichiamo che questa asseverazione del tecnico può essere sostituita da una dichiarazione del direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate.
Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti: fatture relative alle spese sostenute, che rechino chiaramente separata la voce “manodopera” da quella delle opere; ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico; ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA, cioè la ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa.

Documentazione da trasmettere all’ENEA ed alla Agenzia delle Entrate
La documentazione da trasmettere all’ENEA deve essere trasmessa esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori: entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, intendendo con questa definizione il collaudo delle opere. Per la sostituzione di infissi in singole unità immobiliari la documentazione consiste in: Allegato F al “decreto edifici” che può anche essere redatto dal singolo utente.
Per interventi diversi da quelli di cui in precedenza, per esempio parti condominiali, la documentazione invece è relativa all’attestato di qualificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”. Inoltre la scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al “decreto edifici”), che può anche essere redatto dal singolo utente.
La documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate invece consiste nella comunicazione, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.
La detrazione del 55% della spesa effettuata (iva compresa) si effettuerà in 10 rate annuali,L`Iva rimane per il momento del 10% in caso di intervento di ristrutturazione e del 21% se si sostituiscono i soli infissi.

Detrazione IRPEF del 36 per cento sugli infissi

Questa agevolazione è riferita a lavori edili di ristrutturazione in cui possono anche rientrare i lavori per la sostituzione di infissi esterni ed interni, se all’interno di un progetto più complessivo. Come detto il Dlgs 2011 mette a regime queste detrazioni, quindi saranno sempre valide, cioè senza scadenza. I limiti sono invariati, cioè si potrà detrarre il 36% delle spese documentate, fino ad un tetto massimo di 48.000 mila euro per unità immobiliare. L`importo da detrarre è suddiviso in 10 quote annuali di valore costante.
L`agevolazione è valida per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia di singoli appartamenti e di immobili condominiali. Gli interventi, invece, di manutenzione ordinaria godono dei benefici solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali. Da non dimenticare che è indispensabile effettuare il pagamento delle spese per i lavori di ristrutturazione solo tramite bonifico bancario da cui risulti: la causale del versamento; il codice fiscale del beneficiario dell`agevolazione; la partita IVA o il codice fiscale dell`impresa beneficiaria del bonifico.